Fa ancora troppo caldo per essere fine ottobre,ma fin troppo freddo nel mio giardino.Non riesco più a scongelare pezzi di ghiaccio che si sono incrostati nell'anima.Incapace di grandi slanci,stringo le gambe intorno a me,nascondendo il volto dalla luce.
Fa ancora troppo caldo per essere fine ottobre e Vincent questo lo sa.La strada è poco affollata,i negozi hanno vetrine lucide,ricolme di abiti chic.Odio i suoi stivali a punta.Li odio indossati da qualunque ragazzo,soprattutto da lui.I nostri discorsi appaiono insensati,allo stesso tempo intensi,mi lascia sempre qualcosa parlare con Vincent.A volte non saprei cosa dire e inizio a sparare, come al solito ,cretinate,le mie dolci visioni distorte.Vorrei guardare il mare in silenzio.Quell'albergo così grande,così illuminato mi mette soggezione.Fa buio troppo presto e gli sguardi si confondono con i colori scuri e metallizzati delle auto.Non ho nulla da nascondergli.Mi mancano un pò le forze di fare qualcosa,non so esattamente cosa.Spogliata dalle mie bugie.Ecco come mi sento.Sono scoperta,uno strato puro mi avvolge e mi rende bianca.
Vincent mi prende sempre dolcemente in giro.Vincent mi prende e mi abbraccia per farmi capire che è tutto uno scherzo.Mi accorgo di essere tremendamente complicata.Vincent parla correttamente,io sputo sempre qualche parolaccia.Vincent fa il prezioso.Chissà se anche lui riesce a scorgere la sua complessità.Canticchia un pò diManuel-Song.C'è qualcosa che è sbagliato e ci rende simili.E forse non è solo uno scorcio di Vedova Bianca.
Mi lascia a casa.Forse qualcosa gli stava venendo a noia.Ed io non mi comporto esattamente bene.Mai.Conversiamo un pò a casa,le 20:30 erano arrivate,il tempo passa sempre troppo in fretta con Vincent.Ci salutiamo,per poi risentirci al telefono un'ora dopo.
Ci rivedremo.
E le nostre linee si ricongiungeranno.
Un giorno.
Marlene*